Il futuro della Oex: contratti co.pro. o licenziamento collettivo

“Il cambio di contratto è il meno dannoso”, dice il direttore di Promozione Culturale. I musicisti rifiutano il provvedimento e accusano alla giunta di “improvvisare”

Articolo di B. CASTAÑO apparso nel giornale “El Periódico de Extremadura” il giorno 30.05.12

La immagine è di proprietà del giornale www.elperiodicoextremadura.com

Leggi l’originale in spagnolo

Lourdes Antón (sovrintendente dell’orchestra), Milagros Rodicio (direttrice del CEMART) e i lavoratori della OEx entrano alla riunione del 29 maggio.

“Adesso sono in musicisti che hanno l’ultima parola e devono fare attenzione perchè è nelle loro mani la continuità della Orquesta de Extremadura”. Sono le parole del direttore generale di Promozione Culturale, José Antonio Agúndez, al parlare ieri alla Commissione di Educazione e Cultura della Giunta Regionale di Extremadura della situazione della Oex, il cui futuro – assicurò – dipende dal fatto che i lavoratori accettino che i loro contratti, adesso indefiniti, passino ad essere a progetto, in quanto un no come risposta “ci porterebbe direttamente a un licenziamento collettivo”, ha detto.

Agúndez ha difeso che questo è “il male minore” per azzerare il deficit, di circa un milione di euro, e che è la soluzione “meno dannosa” per i musicisti e per la Oex, in quanto si potrà mantenere al 100% della sua attività, permetterà una programmazione stabile e non supporrà ne licenziamenti, ne riduzione dei salari ne perdite di anzianità; inoltre durante due mesi all’anno i lavoratori percepiranno il sussidio di disoccupazione. Il direttore di Promozione Culturale ha detto che questa soluzione sarà temporale, e che i contratti torneranno ad essere fissi appena la situazione economica lo permetta.

“Questa è la soluzione più ragionevole e che esige meno sacrifici all’organico”, ha analizzato Agúndez, visto che si son scartate altre opzioni come continuare con una programmazione “austera”, senza tourné fuori dalla regione e con direttori meno conosciuti – “perchè sarebbe come pagare una Ferrari per andare al negozio dell’angolo” – o licenziare 10 lavoratori e diminuire un 5% i salari degli altri.

Quasi alla stessa ora, la direttrice del Centro delle Arti Sceniche e della Musica (ente della stessa giunta N.d.T.), Milagros Rodicio, ha recapitato, in una riunione a Badajoz con i musicisti, un messaggio simile.

I lavoratori le hanno consegnato una lettera, firmata da tutti, in cui rifiutano il cambio di contratto; la stessa lettera è stata poi portata e registrata nella sede della Giunta regionale di Mérida. L’assessorato di Educazione e Cultura manderà delle notificazioni ufficiali agli affettati, che avranno 15 giorni per rispondere singolarmente se accettano o no il cambio di contratto.

I musicisti ieri avevano le idee chiare: non sono disposti ad accettare, perchè considerano che non si sono soppesate alternative per fare in modo che si risani il bilancio “senza doverlo fare a spese dei lavoratori” ai quali, secondo il rappresentante della RSU dell’orchestra Esteban Morales, due anni fa si era già ridotto lo stipendio di un 7%, e le paghe straordinarie (13ª e 14ª N.d.T.) un 40%.

I musicisti accusano la giunta di “improvvisare” ed “imporre” il suo criterio, invece di proporre dei tempi “più flessibili” per liquidare il deficit.

“Il problema economico è discutibile, perchè esistono molte maniere per risolverlo, però non propongono alternative perchè il loro obiettivo è molto chiaro: un’orchestra low-cost”, rimprovera la RSU. Di fatto, hanno anche proposto di posporre gli stipendi di due mesi, quelli di fine 2012 ed inizio 2013, per compiere le scadenze dei debiti dell’orchestra. Se la posizione della giunta è decisa, quella dei musicisti non è da meno, per cui son disposti ad iniziare una serie di contestazioni per difendere un progetto nel quale credono “fermamente”.

Traduzione di apoyoalaoex@gmail.com

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